venerdì 7 settembre 2018

Recensione di Libellula

di Davide Zaffaina




"Libellula", Lisa Bresciani, in "Hyperborea 2" (Midgard, 2018)


Anche in questo urban fantasy sovrannaturale, le apparenze ingannano e le convinzioni della protagonista, Cami, si sgretolano dolorosamente una ad una sotto i colpi della dura realtà, una prima tra tutte, la più vera tra tutte: “se non credi nel Diavolo, sappi che lui crede in te”.
Lisa Bresciani, autrice bolognese, è capace di intridere il suo racconto di emozioni talmente forti da portare il lettore a credere che siano frutto di una sua esperienza in prima persona… Forse è davvero così?
Ogni personaggio ha una psicologia ben definita ed in continua evoluzione frutto del suo passato che interagisce con gli eventi che la storia racconta dando forma alle decisioni che la protagonista, in particolare, dovrà prendere. Scelte e decisioni il cui impatto psicologico ed emotivo viene poi ripreso dall’autrice e sviluppato in maniera molto convincente.
Sono temi profondi quelli che Lisa Bresciani ha deciso di affrontare: la perdita violenta dei genitori in tenera età e le sue conseguenze sulla vita della protagonista; la perdita della fede religiosa e il ritrovamento di una nuova e profonda spiritualità; l’importanza dell’amicizia e l’importanza di non darla mai per scontata.
Temi che si amalgamano in un crescendo di consapevolezza che la protagonista acquisisce nell’unico modo in cui la vita ci insegna le cose, quello più efficace ma anche quello più duro, la sofferenza. Ma se c’è un messaggio che questo racconto vuole lasciarci a caratteri cubitali, è che tutto il male che può capitarci, tutta la sofferenza e tutta la crudeltà che la vita ci riserva può servire ad insegnarci  a credere che al di là di questo c’è un bene più grande che possiamo afferrare se siamo pronti a spiccare il volo come una libellula.
“Libellula” di Lisa Bresciani si legge tutto d’un fiato , merito di un concatenarsi di eventi dal ritmo serrato e di una narrazione snella ed efficace capace di descrivere con parole semplici e frasi dirette emozioni, come dolore ed eroismo, che puntano dritte al cuore di ogni lettore.

D - “Libellula” è ambientato tra Bologna e Castiglioncello: perché proprio questi due luoghi? Hai un legame particolare con questi luoghi?
R - Si, è esattamente così: ho un legame con questi luoghi. Sono nata a Bologna e mio padre è originario di questa magnifica città. Ho passato i primi anni della mia vita tra le sue strade, i suoi musei e le sue abitazioni. E tuttora è sempre un piacere tornarci.
A Castiglioncello invece non sono mai stata, essendo un paese dell'Appennino tosco-emiliano ormai abbandonato, ma mi sono ispirata a Rocca di Roffeno, altro incantevole luogo di quelle zone in cui la mia famiglia da sempre possiede una casa per le vacanze.

D - Le tematiche che tratti in questo racconto, sono tematiche a te molto care mi sembra di capire; Cami vive emozioni e prova sentimenti che anche tu hai provato in prima persona?
R - Sì, il personaggio di Cami e soprattutto alcune delle sue emozioni mi appartengono.
Ogni volta che scrivo metto sempre un po’ di me, un po’ di Lisa, nei personaggi, soprattutto in quelli femminili. Cami è giovane e in costante ricerca di un ruolo nel mondo, dopo un'infanzia non proprio semplice. E questo cammino verso la parte più intima di sé viene ostacolata da un senso di smarrimento e diversità prodotti dalle persone che le stanno accanto. Lei stessa si rivede in parte nella vita dell'anziana del paese, emarginata ed allontanata perché mal vista e "accusata di stregoneria" dai suoi compaesani.
Più che la vita della protagonista, è il messaggio etico a cui fa riferimento il racconto ad appartenermi. Siamo esseri unici e irripetibili e per questo degni di rispetto in ogni nostra scelta di vita che non nuoccia l'altro; spesso il male e la negatività assumono forme e volti davvero inaspettati mentre il bene, la pace e l'armonia risiedono in cuori a cui non siamo soliti prestare cure e attenzioni.


www.midgard.it/hyperborea2.htm




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