di Stefano Pischiutta.
«La gomma da masticare (detta anche gomma americana e in alcune parti d'Italia chiamata semplicemente gingomma, cingomma, cicca, giungomma, gigomma, ciccigomma, ciugomma, ciuinga, cingon, masticante, gommina, caramella a gomma o cicles, in inglese chewing gum) è un prodotto dolciario che a differenza di tutti gli altri, come dice il nome stesso, non deve essere mangiato, ma soltanto masticato..» (wikipedia.it).
Frederick Perls, il padre fondatore e ispiratore della Psicoterapia della Gestalt, ha fondato il suo approccio terapeutico non tanto sui bisogni orali legati al piacere, quanto su quelli legati al mordere, all’aggressività, in cui il masticare, anziché l’ingoiare, rappresenta la modalità più creativa e assertiva.
Talvolta, il masticare è più immaginato che vissuto. Per questo, il mondo immaginario a volte è molto più ricco di quello reale. Nel mondo immaginato si mettono in atto azioni e creazioni che nella realtà poi non si realizzano sempre.
I due diari che presento qui sono immaginari, di pazienti immaginari, di cui sono stato immaginariamente lo psicoterapeuta e a cui immaginariamente rispondo, interagendo talvolta (in corsivo) con i loro diari, quasi come una voce fuori campo.
A volte, quando si scrive un diario non si è totalmente sinceri, in quanto si ha paura che qualcuno un giorno lo possa leggere. Pertanto, i veri diari difficilmente vengono scritti. Questi diari del chewing-gum sono i soli, veri diari possibili.
I diari sono liberamente ispirati alle storie di pazienti che ho avuto in terapia. Gli interventi che faccio “fuori campo”, in corsivo, all’insaputa dei miei pazienti, servono a suggerire loro, in modalità “asincrona”, un mio possibile intervento sui loro dubbi, incertezze, difficoltà; essi sono simili ai feedback che spesso do nelle mie sedute di psicoterapia, ma che spesso non do perché non li posso dare, per innumerevoli motivi che qui non posso spiegare.
I diari ripercorrono i passaggi chiave di una psicoterapia, inseriti nel percorso di vita e di crescita dei pazienti, spesso facendo incursioni nel passato, prossimo o remoto, al di dentro e al di fuori del percorso terapeutico.
Il dialogo terapeutico qui immaginato avviene in un luogo e in uno spazio “iperuranico”, che non esiste e che, forse, non può esistere.
I due pazienti che presento sono accomunati dall’avere lo stesso terapeuta e da un obiettivo comune: la crescita.
Estratto dal libro di Stefano Pischiutta, I diari del Chewing Gum, Midgard Editrice
https://midgard.it/product/stefano-pischiutta-i-diari-del-chewing-gum/
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