Buonasera, come nasce il libro C’era una volta Mrs Me?
Fin da bambina sono stata accompagnata da mia madre ad immergermi nel fantastico mondo delle fiabe, un incontro per me davvero molto speciale con l’infinito spazio dell’immaginario e il mio intimo interiore. Ad ogni lettura un’inarrestabile curiosità mi ha invitato ad immedesimarmi con i misteriosi personaggi che pullulavano gli scenari incantati e che man mano prendevano vita nell’ineguagliabile estro fiabesco. Da allora il richiamo ad esplorarne gli aspetti più reconditi non ha mai smesso di evocare in me un’accogliente convivialità familiare. Mio padre, cantastorie d’eccezione, mi ha trasmesso la passione per i racconti e le storie di quando era bambino, per la musica lirica e le favolose trame operistiche. E per questi doni a tutt’oggi, riconoscendo il prezioso valore che mi è stato tramandato, mi sento onorata di essere partecipe ad un’armoniosa architettura creativa.
La mia opera, tenuta finora nascosta nel cofanetto dei miei sogni, nasce da un invito a me stessa ad alzare il sipario sul palcoscenico della mia natura nell’abbraccio caloroso della scrittura creativa quale voce dell’anima che con le parole dello spirito si sposa. Una voce compagna, fedele e confidente, foriera di una morbida spinta che mi ha permesso di attraversare le barriere del giudizio, della paura, dei dubbi e delle mie resistenze. Quella voce che nel corso del tempo, unita all’amore che ho sempre provato per Madre Natura, mi ha guidato a seguirne le tracce sui sentieri dell’ispirazione e delle esperienze vissute alla scoperta di incantevoli territori e nuovi orizzonti. Esperienze caratterizzate da incontri indimenticabili e da viaggi che mi hanno portato ad inoltrarmi nelle terre della Nuova Zelanda, della Spagna, della Francia e della Slovenia dove attualmente vivo. Viaggi in un viaggio introspettivo profondamente significativo tessuto da ricordi, emozioni, intuizioni e sottili percezioni che passo dopo passo ho sentito di ricamare con i fili fantasiosi dell’immaginativa fiabesca.
Quali sono le tematiche principali di questa tua opera?
Il mio proposito è quello di offrire una visione di angoli ricreativi con l’intento di far riscoprire il campo dell’immaginario, strumento che ben si presta ad accordarsi al ritmo spontaneo di un cuore fanciullesco spesso celato tra le note assopite di una voce inespressa. Le fiabe non sono rivolte solo ai bambini. Come un pettine passato fra i capelli arruffati dai pensieri condizionanti degli adulti, le fiabe preservano la magica peculiarità di riuscire a districare i nodi di una dimenticata spontaneità e restituire ad ognuno la libertà di espandersi con più naturalezza. Racchiudono storie passate, presenti e future. Raccontarsi attraverso una fiaba può allora trasformarsi nell’atto vivifico di un piccolo seme venuto a sperimentare il viaggio della vita. Sbucherà impreparato ed inconsapevole incontrando difficoltà tra le intemperie del tempo ma con il tempo ricorderà la sua vera natura. E dopo tanto peregrinare, con infinito stupore, si risveglierà nell’amorevolezza di un fiore e del suo particolare profumo. Distillato della sua unicità intenta a manifestarsi nel frutto di risorse e talenti addormentati.
Secondo la mia visione, e nell’insieme percepito dal mio intimo interiore, la scrittura creativa può rivelarsi ad ognuno di noi come uno strumento evolutivo con il quale permettere ad un non so come dirlo o ad un non so come farlo di manifestarsi senza sforzo e con disinvoltura. Unita al campo dell’immaginazione attiva, la scrittura creativa appare come un’inaspettata porta d’ingresso che si apre alla visione di scenari e personaggi fiabeschi giunti, da un apparente non so da dove, ad adoperarsi per sorprenderci e riscoprire un dialogo interiore forse mai udito prima. Un dialogo che la mia anima mi ha invitato a renderlo visibile attraverso lo scorrere degli eventi e che mi ha inesorabilmente accompagnato durante questa mia avventura.
Ci sono scrittori o scrittrici che ami leggere e che magari hanno influenzato la tua prosa?
Ho sempre amato leggere le fiabe di tutto il mondo in particolare quelle dei fratelli Grimm. Le significative esplorazioni esperienziali di tali narrazioni, proposte secondo il metodo Debailleul-Giacconi dalla Voce delle Fiabe Scuola Italiana Cantastorie, mi hanno fatto da guida nel procedere a rinnovare momenti di ispirazione e rivelazione e nello scoprire l’accesso al regno del Tutto-Possibile.
Clarissa Pinkola Estés è una delle mie autrici preferite. Donne che corrono coi lupi resta a tutt’oggi una delle opere iniziatiche che, come citato nel libro dall’autrice, offre un sapere e una comprensione che aguzzano la vista in modo tale da permetterci di distinguere e di riprendere il sentiero tracciato dalla natura selvaggia.
Anche le letture di Marie-Lousie von Franz e Carl Gustav Jung hanno saputo offrirmi degli spazi meditativi in cui non ho mai smesso di imparare qualcosa dalla saggezza che continua ad esprimersi nelle fiabe.
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