di Stella del Mattino.
Resta un luogo ombroso, quello dove tu riposi
E ombroso resta quel luogo del cuore ove giace il tuo ricordo,
Un volto giovane,
Senza voce, senza consistenza
che il tempo ha consumato lentamente
Un rimpianto,
l’eco di un dolore lontano
che resta nell’aria e non si posa
C’è una mancanza che resta,
eterna indissolubile
Un’ombra piccola, delicata
Quasi non la vedo,
ma quando mi chiama,
quando quella voce infantile, ridente
si fa sentire
tutto si spezza
Il cuore, l’anima, le ossa
Tutti dicono che ti somiglio
che abbiamo lo stesso naso
che la mia voce
e la tua
al telefono erano uguali
Tutti dicono che ti somiglio
che la mia bocca
è la tua
che le mie parole
son quelle che sussurravi tu
Tutti dicono che ti somiglio
e allora mi guardo allo specchio
incontro due occhi smarriti
che frugano il fondo
del vetro argentato
e frugano e scavano
sperando di vederti tornare.
Oggi
dopo tempo
sono tornata nella
tua casa.
Tra la polvere
e
le tende sbiadite
tu
non sei.
Una scatola
sul letto indurito
sta
Chiusa
sigillata dal tempo.
La tocco
si spalanca
Bottoni d’osso
di plastica
laccati
e fili di lana e cotone
e seta rossa
E volti parole
e voci
La tua
quella dei tuoi figli
bambini
con le braghe corte
anche d’inverno
Lui
occhi burrasca
come i miei
La bocca che è un sole
sempre luminoso
ti saluta
prima di andare
Sbiadisce
prima di andare.
I bambini
sono lontani
La scatola è qui
Sul fondo
la montatura
d’un paio d’occhiali minuti
Li hai rotti
nella fretta
d’estinguerti.
Parla nel silenzio
la tua voce
Sussurra l’ombra
l’eco di chi non torna
Estratto dal libro di Stella del Mattino, Salmo del sangue, Midgard Editrice
(Disponibile sul nostro sito. Ordinabile anche su IBS, Amazon, nelle librerie Feltrinelli e nelle librerie indipendenti.)
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