venerdì 11 settembre 2026

Il bacio sopito

 di Barbara Sabatini.

 

 


 

 

 

Era una notte dolce piena di sospiri quando osservavo il cielo dalla finestra dove c’era il mio io più profondo e dal gelo degli alberi il gelo del mio amore e le stelle silenziose tra le mie poesie e le mie ossessioni, si recitava così: abiti lunghi e neri striscianti per ogni tuo bacio calamaio di parole. Persefone era come un gabbiano che partorisce parole e sangue nella notte disabitata e feroce come un peccato nell’ombra ben distinta dove si ci vedo ma con una lente spessa come oro nei tuoi sentimenti inscritti nella mia voce solubile e labile come il tuo caffè e mi dici parole d’amore dalla mattina alla sera e non ti stanchi mai sei tenace come un fiore come una violetta come una peonia un fiore come io mi chiamo con un nome di un fiore Ortensia tu lo sai bene e l’amore per i fiori come trascendenza dal passato un rigore senza fondo come un castello con le carte nel mare delle idee. È un racconto che passa nell’oscurità e se passasse come un fugace uccellino un pettirosso e il mare e la stella il mio Dio di dannazione nei solenni difficili rituali come proposta sensuale si intraprende dentro alle parole dentro all’ingresso nella porta instabile, il racconto sono tanti riflessi raccolti per i sogni incastonati nel lento sibilare del serpente, ognuno ha il suo serpente tra le pieghe della notte come un calice sospettoso di attimi di piacere che si frequentano come ombre cinesi nel teatro e le ombre siamo noi, Aldo, tu che sei come una concezione a cui devo arrivare ogni singolo giorno della mia vita e ricomincio sempre dall’inizio come l’inizio della creazione nella maternità vissuta nel cervello come un oracolo di contrazioni e noi si siamo soli solo nella maternità. Il nostro amore sono le nostre parole le parole consumate come ombrelli stiamo sotto la pioggia che ci stringe nella perfezione del nostro sapere proprio tutto nelle sere che sanno di sapone e legna e ignoti incantesimi quando ci diciamo il nostro amore. Tutto è lì come un giorno lontano una difficoltà nel recondito pensiero quasi spicciolo quando conto il resto nella spesa nelle necessità di tutti i giorni nello svegliarsi tremando di sapere quello che non so quando lo so ed è apostrofare l’anima che si rivolge a qualcuno che non conosce e ci parla come una solitudine mai sopita e il colloquio finisce proprio dov’è iniziato non c’è progresso siamo sempre lì e non vediamo mai la fine siamo sempre forse nel passato come un ondata di gelo improvvisa e vedo la penna nelle mani quella poesia che mi accende un sogno dentro un grande dono che posso prendere e vivere e posso vivere con poesia. Tu mi chiedi come ti amo e io te lo dico: ti amo come un girasole, come un sogno nelle mie mani e ti amo come l’essenza. 


Estratto dal libro di Barbara Sabatini, Il bacio sopito, Midgard Editrice.

https://midgard.it/product/barbara-sabatini-il-bacio-sopito/

(Disponibile sul nostro sito. Ordinabile anche su Amazon, IBS, nelle librerie Feltrinelli e nelle librerie indipendenti.)

 

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