mercoledì 3 giugno 2026

Intervista a Eleonora Magni

 



Buongiorno, come nasce il libro Rosa Intenso?

Buongiorno a voi e grazie. Si dice che sempre meno persone trovino il tempo e la voglia di leggere. Con Rosa Intenso ho voluto creare qualcosa che fosse accessibile a tutti, senza rinunciare allo spessore dei temi trattati. Le scene nascono in parte dal vissuto personale e in parte da quello collettivo, in particolare per quanto riguarda la vulnerabilità femminile. Prima di mettermi alla prova nella scrittura, ho sperimentato il teatro: un’esperienza memorabile per imparare a calarsi in un personaggio. Da lì ho capito che volevo mettere nero su bianco le mie idee. Spero che le provocazioni lanciate da Rosa Intenso permettano ai lettori e alle lettrici di immedesimarsi in Aurora, la protagonista, e di desiderare maggiore protezione e giustizia per tutte le nostre Aurore.


Quali sono le tematiche principali dell’opera?

Rosa Intenso parla di senso di inadeguatezza, di stereotipi e di comportamenti tossici spesso ritenuti socialmente accettabili. Parla della generazione Millennial ma, soprattutto, di educazione alla non violenza. Rosa Intenso è una storia di rinascita che alterna sarcasmo e dolore per raccontare realtà che appartengono alla cronaca e alla vita quotidiana.
 


Ci sono scrittori o scrittrici che ami leggere e che magari hanno influenzato la tua prosa?

Sicuramente Anton Čechov, per il suo sapore agrodolce e per la sua capacità di rendere ogni dettaglio funzionale alla narrazione. Poi sono un’amante degli antieroi e stimo in particolar modo Niccolò Ammaniti ed Elena Ferrante per la vividezza con cui ritraggono i conflitti dei loro personaggi. Infine, sono anche un’estimatrice della cultura pop e metto Zerocalcare tra le fonti di ispirazione per la sua capacità di esprimere significati profondi attraverso il linguaggio comune.


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