di Stefano Lazzari.
A l’Amor sospiroso e spiritoso
Da sempre apre sue porte a dolcezza,
Agli ineffabili effluvi di Primavera
Che nell’anima irrompono, in sua interezza;
Non fa distinzione fra giorno e sera,
Brio e colori son sua eterna brezza;
Non c’è luogo per dolenti note,
Gelosia, invidia e rancore, a sua Bellezza
Non sono ammesse, al suo volto ignote:
Perché esse non guastino armonia
Al sentimento più bello che ci sia.
B la Bellezza
La Bellezza… solo gli esteti superficiali
La dipingono di leggerezza:
Ma è densa e pesante, la Bellezza,
Senza scampo tiranneggia
I tempi e gli spazi nostri,
Non cedendo mai campo
Ad altro, altro che davvero non sia
Docilmente riconducibile a sé.
È così, dolce e terribile…
C il Canto, la Musica
Nell’aria leggera si libra
E di sé intride anima e salda roccia
In ogni respiro di natura vibra
Come arcanica magia da poche note sboccia
Il Canto, da anonimo grigio rigo,
E da lì, materia inerte, sorge l’intrigo:
La Musica immortale, che ognuno allieta
Nel mondo vola senza meta,
Eppure tenendo dietro ad un progetto:
Recar conforto e gioia sotto ogni tetto.
Inno alle Muse
Rivoli di rime per le Muse
Che certo ad esse saran aduse;
Si librano, volo alfabetico
Che della prima appaia epico:
Calliope, di Iliade e Odissea,
Mitica emozione sempre crea;
Clio, lo sguardo su eterna storia,
Le gesta, le fortune e lor gloria;
Erato, lampi d’amor su ogni vita
Come potrebbe, non esser gradita?
Euterpe, lirica suprema vetta,
A lei infiniti sospiri ognuno detta;
Melpomene, tragica sorte dipinge,
Ma non da morte suo verso attinge;
Polimnia, inni sacri lei canta,
Divina ispirazione, rimanda;
Talia, giocosa tenzone ispira,
All’umano diletto essa mira;
Tersicore, passo di danza mima
E note di lira, fan con essa rima;
Urania, ogni stella è sua meta
Luce celeste, ogni cuor allieta.
(inedito)
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