lunedì 16 marzo 2026

Intervista ad Andrea Gentili

 





Buonasera, come nasce Il vinile degli orrori?

Buonasera care lettrici e lettori, il libro “Il vinile degli orrori” nasce dalla mia profonda passione per la letteratura, il cinema e la musica. Questa è stata la mia prima pubblicazione ed è il risultato di un percorso molto lungo… anche perché inizialmente non immaginavo che avrei mai pubblicato il materiale qui riunito. Tutto è cominciato nel 2018 quando, all’approssimarsi della festa di Halloween, io e il mio migliore amico decidemmo di organizzare una vera e propria gara di racconti horror per rendere la serata più suggestiva, con tanto di giudice che avrebbe decretato il più riuscito. Da quel momento ogni 31 ottobre è stato caratterizzato da tale tradizione; io non mi ero mai cimentato nella scrittura e da principio scrivevo solo in queste occasioni e poche altre. Solo con il passare del tempo si è fatta strada in me l’idea di raccogliere tutte le mie creazioni in un libro. Ho così scelto il concept musicale per dare un filo conduttore ai vari racconti, immaginando che questi fossero delle “tracce” incise su un vinile, da qui anche la divisione tra “Lato A” e “Lato B”. Insomma, in poche parole, volevo trasferire su carta l’esperienza che si può provare ascoltando un LP.



Quali sono le tematiche principali di questa tua opera?

La tematica più ricorrente nel libro è sicuramente quella del destino ineluttabile: spesso i personaggi dei miei racconti finiscono per essere vittime di un fato che non lascia loro scampo, nonostante facciano di tutti per sottrarvisi. L’inganno e il tradimento sono poi elementi ricorrenti, così come la ricerca di un colpo di scena che possa ribaltare ciò che il lettore ha appreso fino a quel momento. Ho cercato di puntare molto sulla costruzione di trame che non fossero banali e che contenessero elementi metaforici. Tendenzialmente i miei racconti sono privi di una vena “sentimentale”, ma fa eccezione “Evelyn”, un racconto di cui vado molto fiero e da cui traspare anche il mio lato più romantico. Infine, ho cercato di dare un po’ di varietà al genere horror, includendo diversi sottogeneri per rendere la lettura più dinamica e accattivante.


 
Ci sono scrittori o scrittrici che ami leggere e che magari hanno influenzato la tua prosa?

Sì, ce ne sono moltissimi. In ambito letterario devo molto a quella che per me è una sorta di Santa Trinità: H.P. Lovecraft, Edgar Allan Poe e Stephen King. Questi autori mi hanno fatto amare la lettura e hanno influenzato la mia produzione, a tal punto che il loro spirito si può ritrovare un po’ in tutta l’opera. Altre ispirazioni nascono da Shirley Jackson (la vena weird di “Cose che capitano”), da Haruki Murakami (la poeticità di “Evelyn”) o da Sheridan Le Fanu (le atmosfere vittoriane de “La Signora Rossa”). Inoltre, nel mio lavoro sono forti gli echi musicali e cinematografici: i concept album di King Diamond o le canzoni dei Mercyful Fate, Ghost, Death SS, Arcturus, Jacula, Van Der Graaf Generator, sono state, in alcuni casi, il fulcro per la nascita delle trame; allo stesso tempo aver ideato soggetti e sceneggiature in passato mi ha sicuramente influenzato nel modo di scrivere, fornendo ai miei racconti un taglio molto cinematografico. Ad ogni modo, ci sono tanti altri artisti che hanno contribuito ad ispirarmi, ma lascio a voi il piacere di scoprirli leggendo il mio libro.




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