di Paolo De Bernardi.
lunedì 30 maggio 2022
Storia di Perugia
mercoledì 18 maggio 2022
Intervista ad Andrea Del Cotto
Intervista ad Andrea Del Cotto, autore del volume “Poesie d’amore”, edito nella Collana Poesia della Midgard Editrice.
Buongiorno, parlaci della tua opera, come nasce?
Questa opera prima nasce dall’esigenza di esternare il lirismo che c’è in me e quindi di manifestare quella vena di sentimentalismo, di emotività e commozione che mi persuade e che da sempre porto con me, mi contraddistingue.
Un’esigenza acuitasi durante questo periodo emergenziale poiché mai come ora c’è bisogno di ritornare ai sentimenti di umanità e d’amore che durante la pandemia sono stati assopiti e repressi.
L’amore è la tematica principale della tua poetica. Ce ne vuoi parlare?
L’amore è il sentimento principe da cui prendere le mosse per un’esistenza viva e positiva da trasmettere nella quotidianità ad ogni livello in particolare nei rapporti interpersonali.
Ci sono dei poeti contemporanei o di epoche passate che ti ispirano particolarmente?
Mi sono piaciuti i poeti stilnovisti da Dante a Guido Cavalcanti per la realizzazione della figura femminile anche se i miei brani non ricalcano uno stile metrico definito, preciso.
La mia è una scrittura senza rime, quasi epistolare che può ricordare autori contemporanei senza fare nomi.
Qual è il rapporto fra la scrittura e la tua vita di tutti i giorni?
Per me scrivere è un piacere quotidiano che mi riservo anche per pochi minuti e che mi aiuta a dimenticare o a sorpassare certe realtà che magari non sono positive o tristi. Vedi guerra in Ucraina o situazione attuale pandemica.
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venerdì 22 aprile 2022
Intervista a Gianluca Ricci
Buongiorno, parlaci della tua opera, come nasce?
Questa mia ultima silloge contiene testi scritti dal 2018 al 2019, prima ancora della pandemia. In verità avevo già pubblicato questi versi in rete in fruizione libera, ma confesso che l'esperienza non mi aveva convinto. La poesia ha bisogno di rimanere sotto gli occhi ed in mano dei lettori. Altrimenti diventa giornalismo, psicologia spicciola.
Quali sono le tematiche più importanti di Orazion picciola?
L'argomento è sempre il solito, sono io. E non lo dico per supponenza, ma perché in questi ultimi anni ho sentito il bisogno di trovare il bandolo di questa mia esperienza esistenziale, privata del suo significato fondamentale. Il lavoro. Sono difatti diventato un pensionato. E come tutti mi sono trovato immerso in una marea di ricordi e messo in condizione di valutare come nuova ogni vicissitudine, ogni fatto capitatomi. Ovviamente nessuno passa indenne attraverso la vita. A me è successo di aver mantenuto viva una adeguata capacità di stupore, il bisogno di cercare significati. In fondo c'è sempre un mondo sconosciuto da conquistare e normare.
Questa è la tua undicesima opera poetica. Quali divergenze e quali affinità con le altre?
Scrivere poesia per me è come prendere appunti, scrivere un diario, inchiodare pensieri sulla carta. E questa cosa non cambia proprio adesso. Sono cambiate le mie convinzioni, i miei punti di riferimento, i riferimenti ideologici, le suggestioni religiose, i miei bisogni etici, gli affetti. Nello stesso momento mi sono fatto accompagnare da forme espressive anche lontane dalla nostra cultura o di quella delle nostre origini, quella classica.
Progetti futuri?
Più che altro accompagnare alla luce una successiva silloge, i versi del tempo del Covid e della guerra, e dare organicità ad una seconda raccolta di racconti.
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mercoledì 13 aprile 2022
La vita insieme
di Ferruccio Francescotti.
Scena 1
Ventimiglia, Balzi Rossi, ai giorni nostri
La località nota come i Balzi Rossi si trova nel comune di Ventimiglia, a poche centinaia di metri dal confine con la Francia di Ponte San Ludovico, dove ha inizio la famosissima Costa Azzurra; il suo nome deriva dal termine del dialetto locale “Bausi Russi” che significa “pietre rosse”.
Grandi agavi e rosse macchie di bouganville rendono quest’angolo unico e particolarmente suggestivo.
Una piccola pineta di pini marittimi offre un po’ d’ombra ai fortunati che riescono a trovare un parcheggio per l’auto; da lì una stretta strada sterrata, solo pedonale, conduce ad una esclusiva spiaggetta molto nota fra gli amanti della tintarella, posta al fondo di una caletta circondata da scogli su molti dei quali non si può camminare a piedi nudi, perché sono taglienti come lame di rasoio. La spiaggia è conosciuta come “spiaggia delle uova”, perché sul fondale si trovano molte pietre la cui forma tondeggiante è dovuta all’azione erosiva delle onde.
Il mare, limpidissimo, si frange sugli scogli provocando una schiuma candida.
Sul lato che guarda verso sud la stradina è separata dagli scogli sottostanti tramite un muretto in pietra, ma quando il mare è agitato “inzuppa” gli incauti passanti; dall’altro lato le agavi la separano da un’alta falesia (una scarpata verticale dovuta all’erosione del mare) nella quale si inoltrano delle grotte che hanno reso famosi i Balzi Rossi nel mondo della paleoantropologia: in esse infatti, a partire dall’800, son state rinvenute numerose sepolture di nostri lontani antenati noti come “uomini di Cro Magnon”, dal nome della località francese dove sono stati rinvenuti per la prima volta.
Sempre sul lato a monte vi è un Museo in cui sono custoditi, tra l’altro, gli scheletri umani fossilizzati rinvenuti nelle sepolture all’interno delle grotte unitamente a numerosissimi resti della fauna e della flora dell’epoca; si possono anche ammirare monili fatti di conchiglie dal colore bianco-rosato e manufatti d’osso.
È uno splendido mattino di inizio giugno; una lieve brezza di terra che spira dalle vicine montagne increspa leggermente, in senso contrario al normale moto ondoso, la superficie del mare, mentre alcuni gabbiani dalle grandi ali volteggiano alla ricerca di cibo emettendo brevi e stridule grida.
I primi bagnanti, dopo aver parcheggiato all’ombra della pineta, si avviano verso la spiaggia delle uova; un inserviente apre le porte del Museo in attesa dei visitatori.
Un autobus proveniente da Ventimiglia accosta al marciapiede sul lato mare appena prima del posto di frontiera: le sue dimensioni non gli consentono di procedere oltre. Accompagnati da un vociare allegro ne scendono una ventina tra ragazzi e ragazze: sono giovani studenti e dottorandi in paleoantropologia che, sotto la guida del professor Mario Tanzi dell’Università di Genova, stanno per iniziare una nuova campagna di scavi ai Balzi Rossi. Sono perlopiù italiani, ma non mancano gli stranieri provenienti da varie parti del mondo. Per alcuni di essi non è la prima esperienza al Balzi Rossi, ma quelli che vi giungono per la prima volta si attardano ad ammirare il magnifico panorama.
“Andiamo ragazzi” li esorta il professor Tanzi “entriamo nel Museo”.
Dopo che tutti si sono sistemati sulle sedie appositamente allineate in file ordinate il professore, affiancato dalla Curatrice del Museo, esordisce:
“Bene ragazzi; dedicheremo questa giornata all’organizzazione del lavoro sul campo e da domani inizieremo come da programma. Finita questa riunione potrete dedicarvi al mare, a visitare Mentone e quant’altro vorrete perché da domani, come i più esperti di voi sanno bene, il tempo libero sarà poco ed alla sera sarete molto ma molto stanchi.”
Estratto dal volume “La vita insieme" di Ferruccio Francescotti, Midgard Editrice.
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giovedì 7 aprile 2022
Intervista a Giuseppina Salvucci
Intervista a Giuseppina Salvucci, autrice del volume "Il borsello della fantasia", edito nella Collana Fiabe della Midgard Editrice.
giovedì 31 marzo 2022
Il borsello della fantasia
giovedì 24 marzo 2022
Vorrei donarti un amore
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