lunedì 3 dicembre 2018

Intervista a Giuseppe Moscati


Intervista a Giuseppe Moscati, autore del racconto illustrato “La lumaca Maggiolina”, edito nella Collana Fiabe della Midgard Editrice.




Buongiorno, parlaci della tua opera, come nasce?
Ciao, il libello fresco di stampa per i brillanti tipi di Midgard Editrice ha un sottotitolo che credo dica molto: Fiaba per i piccoli, ma anche un po’ per i cosiddetti grandi. Magari è un sottotitolo un po’ lungo, ma è una precisazione cui tengo molto perché suggerisce un paio di considerazioni: che magari dobbiamo esercitarci a far intersecare di più e meglio questi due mondi – piccoli e cosiddetti grandi – che troppo spesso teniamo separati; e che non si finisce mai di apprendere, specie quando di mezzo c’è un incontro. Ecco, la mia operetta nasce e cresce attorno all’idea della ‘bellezza’ relazionale di un incontro.


Com’è stata la collaborazione con l’illustratrice Monica Bracciantini?
Monica è riuscita non solo a leggere in profondità la mia storia, ma anche a proporre una narrazione figurativa molto avvolgente, artigianale ed insieme raffinata, a mio avviso. La sua capacità creativa, che trova espressione in una sapiente tecnica mista, ha dato vita a una serie di tracce di eleganza che prendono per mano la storia e la portano lontano. 


Qual è il rapporto fra la scrittura e il resto della tua vita?
Spero non risulti retorico quello che sto per dire, ma da un po’ di tempo comincio ad associare al termine scrittura quello di ossessione e – perché no? – anche quello di possessione. Non esito a dire che, al pari della lettura, la scrittura rappresenta una modalità erotica di relazionarsi con il libro e con i mondi-orizzonti che esso apre. Un mio caro, vecchio professore di ginnasio amava ripetere in questi termini un invito cui teneva molto: «Scrivete, scrivete, scrivete ovunque e comunque, anche sulla carta del pesce!». Ecco, magari su quella non proprio, ma a me piace scrivere su ogni tipologia di cartaceo. Poi qualcosa di quegli appunti prende la forma di libro e inizia una nuova storia.


Che scrittori ti piacciono e ti ispirano?
Da come conosco chi pone la domanda, ho la presunzione di credere che possa piacergli una risposta univoca e, in questo caso, non potrei che rispondere: Kafka. E tuttavia, volendo ampliare la cerchia, sul mio tavolo e sul mio comodino non mancano mai Aldo Capitini, Ludwig Feuerbach, Sandro Penna, Simone de Beauvoir…


Progetti futuri?
In cantiere – o forse meglio nel cassetto – ho diversi libri e libelli, ma la prossima nuova riguarda un terreno particolare: un libro di versi (degli anni universitari) e scatti fotografici, pur non considerandomi io né un poeta né un fotografo. Sai, le strade della scrittura sono infinite! E a seguire una raccolta di racconti brevi e brevissimi cui sono molto affezionato. Cito sempre molto volentieri Tolstoj: «oggi devo scriverti una lettera lunga perché non ho il tempo di scrivertela breve». Eccezionale! 


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