mercoledì 26 febbraio 2025

Intervista a Edoardo Ferri

 





Buonasera Edoardo, come nasce il libro Riflessi di Tolkien?

Nasce dalle mie estati, per dirla in breve, e da una mia antica passione. Come ho scritto anche nella prefazione, si tratta di una sorta di debito saldato con il professor Tolkien. Le sue opere mi hanno accompagnato nel corso degli anni della mia crescita e della mia giovinezza. Erano anni che sentivo il desiderio di dare un contributo alle riflessioni su Tolkien per fornire il mio punto di vista e saldare questa sorta di debito. All’improvviso, nel corso di un’estate mi è venuta l’illuminazione. Ciò che mi bloccava era il desiderio di scrivere un’opera di grande impatto, la voglia di essere “rivoluzionario” per certi aspetti. Era la superbia (peccato capitale per Tolkien) che mi frenava forse. Quando ho accettato di scrivere qualcosa di più modesto, più personale e, forse, più autentico, allora l’opera è fluita quasi da sé. Questo è il senso anche del sottotitolo “saggi hobbit”: quando ho accettato di essere un comune hobbit della Contea, allora tutto è andato al suo posto.



Quali sono le tematiche principali che hai trattato?

E qui entra in gioco il titolo: “Riflessi di Tolkien”. Non c’è un unico tema, un unico filo conduttore, ma come tanti riverberi di un unico sole: Tolkien. Quali sono questi riflessi? Beh i titoli dei capitoli sono variegati: L’amore in Tolkien, L’eros in Tolkien, Gli eroi improbabili di Tolkien, A Elbereth Gilthoniel! Le stelle in Tolkien, Il razzismo nelle opere di Tolkien, Sani e malati nella Terra di Mezzo e infine Tolkien al cinema. Le ragioni di un fallimento. Alcuni di questi temi sono già stati trattati più volte e ho solo cercato di offrire un punto di vista nuovo; mi riferisco in modo particolare all’amore, all’eroismo e al razzismo. In altri casi, invece, mi sono trovato in acque meno battute: eros, salute e malattie, volta stellata. In tutti i casi ho cercato di essere aderente ai testi e a lasciar parlare le opere, senza voler forzare delle interpretazioni ideologiche. Se ci sono riuscito? Decideranno i lettori!



La tua passione per le opere tolkieniane viene da molto lontano?

Ah questa fa ridere, mi prendono ancora in giro a casa… Dunque, io ho iniziato ad appassionarmi di Tolkien dopo aver visto per la prima volta il film della Compagnia dell’anello in televisione. Si parla dei primi anni Duemila. A quel punto, mio papà mi ha detto che il film era tratto da un libro e io, giovane bambino inesperto, ho insistito per leggerlo. E l’ho letto! Ci ho capito ben poco e non ho colto molto della finezza del mondo costruito dal Professore. Però è stata la prima di tante riletture. La passione si è poi allargata pian pianino alle altre opere di Tolkien e infine ho dato l’assalto anche alla letteratura secondaria dedicata a lui. Ma a casa resto e resterò sempre “quello che a sei anni ha letto il Signore degli anelli”.




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martedì 18 febbraio 2025

Le bambole di Jenny

 di Michela Cinque.






Ricordo ancora, come se fosse oggi, quella sera di tanti anni fa.

La pioggia cadeva fittissima, le strade erano allagate, e le auto passando facevano schizzare l’acqua fino ai marciapiedi, bagnando anche i passanti più prudenti muniti di ombrelli, impermeabili e calosce. 

Mi sentivo stranamente agitata, eppure avevo eseguito correttamente le espressioni alla lavagna, risposto alle domande della maestra d’inglese, e la lezione di danza, dopo la scuola, era stata rinviata. 

L’idea di fermarmi da un’amica a parlare di moda o di ragazzi non mi faceva impazzire, preferivo piuttosto leggere un buon libro, motivo per cui decisi di andare in biblioteca dove, senza accorgermene, ci rimasi per alcune ore. 

Il tempo non accennava a migliorare, era tardi e dovevo rientrare. 

Scelsi un tragitto alternativo per ripararmi sotto i balconi, e percorsi le strette viuzze del centro storico a passo svelto. 

Una decina di minuti dopo fui sotto casa. L’ombrellino pieghevole, che portavo sempre nello zaino, aveva fatto il suo dovere, le scarpe invece erano bagnate fradice.

Salii le scale e con il cuore in gola varcai la soglia del mio appartamento, il divano era vuoto e la televisione spenta.

«Sono tornata, fuori diluvia! C’è qualcuno?»

«Vai a cambiarti, siamo in cucina.» 

Passando notai la tavola apparecchiata con la tovaglia della domenica, e riconobbi l’odore di pollo al forno con le patate.

Corsi in camera, indossai i vestiti asciutti e le ciabatte, lavai le mani e raggiunsi il resto della famiglia che mi attendeva con impazienza.

«Forza, l’arrosto si raffredda» mi esortò la mamma. 

«Cosa festeggiamo?» le chiesi incuriosita. 

«Nulla, perché?»

«Hai preparato una cena speciale ed è un giorno feriale!»

Poi mi rivolsi a papà: «Avete chiuso l’ufficio prima per il cattivo tempo?»

«Alessandra sei tu in ritardo» mi fece notare lui, «… comunque ci sarebbe una novità.»

«Ti hanno dato una promozione?»

«Magari.»

«Riguarda la mamma? Forse riprende a lavorare al supermercato?»

«Non ci penso minimamente» intervenne lei.

«Forse state per dirmi che …avrò un fratellino?»

«Alessandraaaa!»

«Partiamo per le vacanze natalizie?»

«Siediti e stai un attimo in silenzio. Oggi il postino ci ha recapitato una raccomandata, è indirizzata a te.»

«Dev’essere qualcosa d’importante data l’intestazione ed il timbro sulla busta…mi avranno forse accettata in collegio? Vi prego non mandatemi dalle suore!» 

«Calmati ed ascolta attentamente.»

«Va bene papà, non interromperò più.»

«Questa lettera è stata scritta da un notaio che ci invita, anzi ti invita, fra sette giorni esatti, a presentarti nel suo studio.» 

«Per quale motivo dovrei andare da quel tizio?»

«La tua presenza è necessaria perché sei stata nominata erede.»

«Cosa vuol dire?»

«Te lo spiego subito: una persona che non c’è più ha pensato di lasciarti parte dei suoi averi.»

«Ho capito bene? Qualcuno, mi fa un regalo senza che ci sia un motivo o una ricorrenza?» chiesi meravigliata.

«Proprio così.»

«Sarà un parente di Babbo Natale! Ad ogni modo mi accontenterei di una bicicletta o di un’automobile.»

«Al momento non sappiamo nulla, neanche il nome del testatore. Qui è indicato l’indirizzo, l’orario e il giorno dell’appuntamento, scopriremo tutto a breve.»

Mangiai distrattamente, senza gustare le pietanze cucinate con tanto amore dalla mamma, ed andai a dormire. 

Sognai di ricevere un carillon con una dolce musica, una collezione di monete antiche, foto di paesaggi, e poi tanti, tantissimi libri, ma talmente tanti da non avere più spazio dove sistemarli.


Estratto dal volume "Le bambole di Jenny" di Michela Cinque, Midgard Editrice.

https://midgard.it/product/michela-cinque-le-bambole-di-jenny/

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martedì 11 febbraio 2025

Vieni con noi ad Assisi

 di Christian Ferdigg.








Ama il prossimo tuo come te stesso

Amo la letteratura. La profondità del pensiero. Le melodie e i ritmi delle parole e delle espressioni. Amo la poesia. Il cielo, ecco la poesia è per me il cielo ma anche la terra: stare con i piedi per terra con gli occhi alti nel cielo. Amando il prossimo tuo come te stesso: ecco la regola di vita.



Sono un uomo di pace

Spero che le guerre possano tutte finire presto. Sono un uomo di pace. E mi impegno ad esserlo. Voglio molto bene alle persone. L’umanità è la meraviglia del mondo. Le sento amiche, le persone. E mi sento coccolato nella loro anima. E nel loro cuore fiorisco, sento luce e provo freschezza e grande energia.


Amo molto la natura, mi riempie l’anima di colori e di luce. Fiorisco quando passeggio e cammino in essa. È come una preghiera che mi riempie di spirito divino.


Ho vissuto per cinque anni ad Assisi, dal 2013 al 2018, dove ho studiato teologia. È stato bellissimo frequentare e vivere l’ambiente francescano. Dei miei amici frati mi ha colpito molto la loro umiltà e la gioiosa e amorevole leggerezza dell’essere che si esprimeva e si esprime anche in un umorismo fresco e frizzante.



La mia casa è un Tau

Tutto ha sempre inizio lì
dove sei disposto ad essere nessuno
per essere tutto.



Mi presento

Mi chiamo Christian Ferdigg, sono nato a Bolzano nel 1977.
Sono cresciuto in Val Badia nelle Dolomiti e mi sono laureato in Lettere moderne a Verona e più tardi in Teologia ad Assisi.
Attualmente vivo a San Vigilio di Marebbe e insegno religione nelle scuole medie e nelle scuole superiori di La Villa.
Nella mia vita ho insegnato anche ladino, italiano, tedesco, storia, filosofia e geografia.
Quando ero più giovane il calcio era la mia grande passione. Giocavo anche a tennis e ho fatto qualche gara di sci. 
Adesso amo molto viaggiare, leggere, ascoltare buona musica, stare in compagnia, pregare, camminare, ammirare l’arte e la natura e amo anche stare da solo.
Amo insegnare e stare in mezzo ai bambini, ai ragazzi, ai giovani, agli adulti, agli anziani.
Sono un fanciullino un po’ timido ed introverso che cerca di accarezzare il mondo e la vita con la dolcezza del poeta, con l’allegria del giullare, con la riflessione acuta e gentile del filosofo, con la carità del professore.



Estratto dal volume "Vieni con noi ad Assisi" di Christian Ferdigg, Midgard Editrice.




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venerdì 7 febbraio 2025

Intervista a Matteo Pierassa

 




Buonasera, come nasce questo tuo romanzo, Prima Luna, Viktor?

L’idea di questo mio romanzo è nata sostanzialmente come un gioco o se si preferisce un esperimento. 
Ero al computer in una sera piovosa e ho iniziato a chiedermi come sarebbe stato creare un personaggio “simile” a me in chiave fantasy/horror, un personaggio che avesse la possibilità di essere il protagonista di una mia storia personale. 
Una storia in cui tutti i miei sogni o incubi che dir si voglia, potessero prendere vita.


Quali sono le tematiche principali del libro?

Le tematiche principali che affronta il mio romanzo sono di fatto tre.
Il rimorso (tema principale della prima parte). 
La redenzione (che il protagonista cercherà di trovare nella seconda parte, affiancato da altri tre personaggi). 
L’amore (che il protagonista potrà sperimentare appieno, nella parte conclusiva).
In chiave metaforica possono esser trovate anche altre tematiche come: la paura di sé stessi, la paura della felicità o ancora il prezzo da pagare se si facesse affidamento solo sulla nostra impulsività, senza aprirsi agli altri.


Che scrittori ami leggere?

Personalmente sono attratto principalmente da scrittori di romanzi fantasy/horror come Stephen King, L.J. Smith e Bram Stoker. 
Ma comincio ad approcciarmi anche ad autori di romanzi erotici come: E.L. James o Blanka Lipińska.
Grazie ad alcuni dei loro romanzi ho potuto allargare i miei orizzonti e apprendere nuove tecniche di scrittura.



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